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giovedì 28 gennaio 2016

un progetto per Borgo Val di Taro esulta! più Trasparenza.


Cambia la legge del 2013 sulla trasparenza della pubblica amministrazione e, con essa, il diritto di accesso agli atti da parte del cittadino.

Una meravigliosa notizia per noi Borgotaresi, che finalmente potremo avere accesso con più facilità a tutti, o quasi, i documenti pubblici gelosamente costuditi tra le quattro mura dell'edificio che ospita il comune.
Un capovolgimento totale e radicale poiché viene sovvertito il concetto di “interesse” del privato ad acquisire dati e notizie dagli enti pubblici. L’interesse, ora, si presume sempre sussistente: la conseguenza pratica è che non sarà più necessario indicare, nell’istanza di accesso, anche la motivazione, ossia le ragioni per cui il cittadino chiede di poter visionare i documenti e gli atti in possesso della P.A. 
Sarà piuttosto quest’ultima a dover dimostrare quali propri interessi ostacolino l’accesso del cittadino. Dunque, un diritto di accesso a 360 gradi, salvo cozzi con particolari esigenze di riservatezza dello Stato o di altri privati. In particolare:
– la riservatezza nei confronti dello Stato (e il conseguente rifiuto di accesso agli atti) coincide con esigenze di sicurezza pubblica, relazioni internazionali e dati circa la stabilità finanziaria;
– la riservatezza nei confronti dei privati coincide con i dati personali (per esempio i dati relativi alla famiglia o a diritti personalissimi quali quello alla salute) o gli interessi economici e commerciali (come ad esempio, le norme sulle invenzioni). In questo caso, per poter “accedere” occorrerà dimostrare un interesse superiore alla conoscenza delle informazioni.
Il Governo è pronto alla definitiva approvazione delle suddette modifiche, con l’intenzione di rafforzare la posizione del cittadino e la sua libertà di accesso.
Anche sotto il profilo operativo, il diritto di accesso sarà agevolato attraverso internet e link ad altri siti.
Insomma anche il nostro Comune dovrà adeguarsi.
Che succede se l’amministrazione non risponde all’istanza di accesso?
Nel caso di ritardo o diniego è informata l’Autorità anticorruzione e vi è possibilità di proporre ricorso al giudice amministrativo (Tar) entro 30 giorni ad un costo relativamente basso (contributo unificato pari a 300 euro). Le sentenze dovrebbero essere più celeri perché previste in forma semplificata. Per il ritardo nella risposta è inoltre previsto un indennizzo di 30 euro per ogni giorno successivo al trentesimo.

1 commenti:

  1. Mi permetto di esprimere la mia prudenza, e come dicono a Napoli, teniamoci il culo parato!
    Faccio mie le osservazioni di quel covo di gufi chiamato anche fatto Quotidiano:

    http://www.ilfattoquotidiano.it/2016/01/27/decreto-madia-la-nuova-trasparenza-fa-calare-il-silenzio-su-casi-come-rolex-conti-di-expo-e-concessioni-statali/2408895/

    prima cosa che osservo è la non soppressione della vecchia normativa sulla trasparenza della PA, bel casino, insomma più leggi più confusione.

    Tu marty parli di 300 euro per presentare ricorso al tar, mentre il FQ stima la spesa in 500 euro + ovviamente la parcella del legale, effettivamente presentare un ricordo al tar non so se possibili od alla portata del semplice cittadino.

    La cosa più interessante è che in caso di parere negativo non è necessaria alcuna giustificazione, e trascorsi i 30 giorni non hai l'assenso alla consultazione dei documenti ma la formalizzazione del parere negativo.

    ------ per me c'è poco da esultare!

    Alessandro

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