Soppresso solo il diritto di voto dei cittadini, ma restano le funzioni.
Cercando di mettere ordine tra gli appunti di diritto ecco che, ad un anno di distanza, riemerge una lettera che scrissi e inviai al direttore della gazzetta di Parma dopo aver seguito da vicino le "elzioni provinciali".
Ricordate cosa doveva accadere?
Ddl Delrio "riforma delle province" approvato in via definitiva il 3 aprile 2014.
A noi ignoranti cittadini l'avevano venduta meglio:
province abolite, eliminate, sotterrate.
Tutti a pensare, Finalmente!
Meno spreco di denaro, più potere e soldi a Regioni e Comuni.
Utopia.
Sono ancora li.
Governate ancora dagli stessi (partiti), governate, sembrerebbe, ancora senza criterio, (la corte dei conti già nel 2014 aveva sottolineato come la riforma non avrebbe prodotto i risultati annunciati dal governo in temini di taglio di spesa), governate ancora dalla vecchia politica.
Vorrei riproporla, su questo blog, per ricordare a tutti, che due questioni importanti sono cambiate:
non siamo più noi cittadini a votare i rappresentanti di un ente che di fatto esiste ancora e soprattutto i giovani capaci, non supportati da un partito, non avranno più possibilità di metterci piede!
Augurandomi che ciò vi possa far riflettere anche sulla situazione complicata, complessa, contorta del nostro comune.
Terminate le elezioni provinciali mi sento obbligata da giovane cittadina a esprimere qualche considerazione in merito.
Permettetemi di affermare che quest’ultime, non hanno consentito l’accesso e non hanno favorito la partecipazione giovanile senza che essa fosse guidata, indirizzata e amministrata.
Delusa e amareggiata dal comportamento dei nostri amministratori che altro non hanno saputo fare che accordarsi su quale soggetto sarebbe stato più facile “gestire” a discapito di noi cittadini e lascatemelo dire, anche a discapito dei comuni a minor densità demografica ossia quelli che avevano un peso minore all’interno delle stesse votazioni.
È sicuramente palese che anche a fronte di “manifestazioni d’interesse” da parte delle giovani generazioni, esistano barriere spesso insormontabili che vanno necessariamente rimosse.
Insomma, se pensi con la tua testa non ti aspettare di poter far politica.
Purtroppo lo spettacolo regalato dai partiti ai cittadini ormai orfani della possibilità di indicare il nuovo Presidente della Provincia e il nuovo Consiglio Provinciale è stato triste e quanto mai lontano dalla buona politica ma soprattutto lontano dal ricambio generazionale.
La conferma delle vecchie forze ha oscurato l’importanza di rinnovare la politica con idee e volti nuovi.
In un momento particolare della storia del nostro Paese e della nostra provincia, dove la congiuntura economica sfavorevole, l’alta pressione fiscale è fonte di sfiducia e allontanamento della società civile nei confronti della politica, toccava ai giovani farsi carico di riportare la fiducia e la speranza in un futuro migliore, iniziando dalla nostra terra.
Si sarebbe potuto dare avvio a un percorso di radicamento sul territorio e di coinvolgimento dei tanti ragazzi che desiderano impegnarsi per il bene della loro comunità.
L’obiettivo principale poteva essere quello di creare, all’interno della nostra provincia, un gruppo fatto di menti nuove, aperte alle sfide del futuro da affrontare con un’ottica costruttiva e propositiva senza dare luogo a personalismi o acredini.
Bisognava guardare avanti tenendo un occhio sul passato per non ripetere gli errori già commessi.
A mio parere, In quest’ottica di rinnovamento era da interpretarsi la candidatura alle elezioni provinciali.
Non omettendo la contrarietà a un appuntamento elettorale che non ha permesso all’amministrato di giudicare direttamente l’operato del proprio amministratore, questi giovani ragazzi potevano comunque impegnarsi direttamente a garanzia delle esigenze di un territorio cui questo Governo ha tolto la voce e le risorse.
A tutti i Consiglieri Comunali, chiamati a esprimere il loro voto, sarebbe stato doveroso ricordare i valori di libertà, di meritocrazia e di onestà rivolgendo a loro un accorato appello di sostenere la candidatura delle nuove menti.
Sarebbe stata un’occasione per intraprendere il rinnovamento della classe politica e per dare ai giovani la possibilità di meritare il proprio spazio al suo interno, dimostrando quanto possa essere valido il loro contributo.
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